
Confronto tra Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia sulle sfide del sistema trasfusionale, il ricambio generazionale e il coinvolgimento dei nuovi donatori. Al centro, il valore della collaborazione tra le Federate e del volontariato associativo.
Sabato 24 ottobre, la Sala Civica Bodenheim di Grezzana, in provincia di Verona, ha ospitato l’Incontro Interregionale FIDAS Nord-Est, un importante momento di confronto e condivisione che ha riunito le Federate del Veneto, del Trentino-Alto Adige e del Friuli-Venezia Giulia.
L’appuntamento si inserisce nel percorso degli incontri interregionali promossi da FIDAS Nazionale per favorire il dialogo tra le realtà territoriali, condividere esperienze e affrontare insieme le principali sfide che interessano la donazione di sangue e plasma e il mondo del volontariato.
All’incontro sono intervenuti il presidente nazionale FIDAS Giovanni Musso e il consigliere nazionale Feliciano Medeot, che ha presentato un aggiornamento sullo stato della rete associativa FIDAS. Presenti anche numerosi rappresentanti delle istituzioni: l’assessore regionale Diego Ruzza, l’eurodeputato Flavio Tosi, il sindaco di Grezzana Arturo Alberti, la presidente di Fidas Veneto Chiara Peron e la consigliera provinciale Alessandra Ravelli.
Una rete associativa forte, chiamata a nuove sfide
Il confronto ha messo in evidenza una situazione che richiede attenzione e capacità di programmazione. In Veneto, la rete FIDAS può contare su oltre 33.000 donatori attivi e ha raccolto più di 40.000 donazioni nei primi nove mesi del 2026. Numeri importanti, che testimoniano la presenza capillare delle associazioni sul territorio e l’impegno quotidiano di migliaia di volontari.
Accanto a questi risultati emergono, tuttavia, alcune criticità: il calo dei donatori in diverse aree, le difficoltà nel ricambio generazionale, le problematiche organizzative dei Centri di raccolta e i limiti degli attuali sistemi di prenotazione.
«Dobbiamo essere orgogliosi di avere una rete associativa molto attiva sul territorio, impegnata nella promozione della donazione e nel coinvolgimento di nuovi donatori», ha sottolineato Chiara Peron, presidente di FIDAS Veneto.
La sfida è trasformare questa presenza e questa esperienza in una capacità sempre maggiore di coinvolgere nuovi volontari, consolidando il rapporto con chi già dona e costruendo percorsi di partecipazione capaci di durare nel tempo.
Giovani, scuole e nuove modalità di promozione
Un tema centrale dell’incontro è stato il ricambio generazionale. Le attività di sensibilizzazione nelle scuole, il coinvolgimento dei giovani e l’utilizzo efficace degli strumenti digitali rappresentano opportunità fondamentali per avvicinare nuove persone alla cultura del dono.
Le esperienze associative dimostrano quanto sia importante investire con continuità nella promozione: non basta invitare a donare, occorre spiegare il valore del gesto, accompagnare le persone nel loro percorso e favorire un rapporto stabile con l’associazione.
Il compito delle Federate è quindi duplice: mantenere vivo l’impegno dei donatori già attivi e raggiungere nuove generazioni, affinché la disponibilità di sangue e plasma possa essere garantita anche in futuro.
Donare oggi per garantire le cure di domani
Dal confronto è emerso un messaggio condiviso: promuovere la donazione significa contribuire concretamente alla continuità delle cure e alla tutela della salute dei pazienti.
Il presidente provinciale di FIDAS Verona, Nicola Martelletto, ha richiamato l’attenzione sull’andamento delle donazioni nel territorio veronese, che nei primi otto mesi del 2026 ha registrato una flessione del 2,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre il numero di unità di globuli rossi trasfuse negli ospedali è rimasto stabile.
Un dato che invita a non abbassare la guardia e a lavorare con una visione di lungo periodo. L’obiettivo non è intervenire soltanto quando si presenta un’emergenza, ma costruire le condizioni affinché il sistema trasfusionale possa affrontare con continuità i bisogni dei pazienti.
Insieme, oltre i confini territoriali
L’Incontro Interregionale di Grezzana ha confermato il valore del dialogo tra le Federate e della condivisione delle esperienze. Le specificità dei singoli territori possono diventare una risorsa per tutta la rete FIDAS, attraverso il confronto sulle difficoltà, la diffusione delle buone pratiche e la ricerca di strategie comuni.
La donazione volontaria, anonima, gratuita e responsabile si fonda infatti su un impegno collettivo che coinvolge donatori, associazioni, istituzioni e sistema sanitario.
Per FIDAS Veneto, il percorso continua con la consapevolezza che il futuro della donazione si costruisce ogni giorno, attraverso la presenza sul territorio, la capacità di ascoltare le comunità e l’impegno nel coinvolgere nuovi donatori.
Fare rete significa condividere responsabilità, esperienze e obiettivi. Perché dietro ogni donazione c’è una persona che sceglie di esserci e una vita che può ricevere una nuova possibilità.