Protagonisti volontari, donatori e riceventi.
Anna scrive una lettera al suo donatore di midollo osseo, si rivolge a una persona che non conosce con gratitudine per il regalo che le ha restituito la vita. Nella hall di un albergo un giovane e un anziano s’incontrano per caso, la persona con i capelli bianchi racconta del suo incidente e di come le trasfusioni lo abbiano salvato. Marco, donatore, conosce Elide, ricevente, lei gli spiega che è malata di talassemia, ha bisogno di due sacche di sangue ogni diciassette giorni e senza donatori non potrebbe letteralmente vivere. Tre storie vere scelte per realizzare altrettanti video, con cui comunicare la bellezza del dono attraverso una campagna partecipativa che vede protagonisti: donatori, riceventi e volontari. È con questo spirito che ha preso il via il progetto “All of me. A choral story” promosso da AVIS Regionale del Veneto con FIDAS, ABVS, ADMO Veneto, Tempio del Donatore Odv, in collaborazione con le Avis Provinciali, Avec, Avlt, sei aziende ospedaliere, e finanziato dalla Regione del Veneto.
Un’iniziativa che sta toccando tutte le province della nostra regione per raccontare le molteplici sfaccettature del dono. Ognuno ha portato la sua esperienza e l’ha condivisa con gli altri. Tra i partecipanti dalla Marca Trevigiana: Alice Mosele, 37 anni di Asolo, donatrice effettiva Admo, e Marco Toppan, 44 anni, donatore Avis di Carbonera che, per l’associazione, nel 2019 ha percorso in bicicletta 2.000 chilometri attraversando tutta l’Italia per un tour solidale dal Trentino-Alto Adige alla Sicilia per sensibilizzare sull’importanza del dono. Serena Bellini, 23 anni di Fidas, donatrice e volontaria, che ha particolarmente apprezzato la formula dello storytelling per «raccontare le nostre storie e realizzare un video capace di espandere il nostro operato tra i giovani».
L’asolana Alice Mosele racconta: «Sono stata toccata nel profondo dalle storie che ho ascoltato, in particolare quella di Elide, una ragazza che soffre di talassemia e che necessita di trasfusioni continue per vivere. Grazie agli incontri di All of me. A choral story ho “allargato” ancor di più il mio cuore. Faccio parte di Admo da una ventina d’anni, mi sono iscritta senza pensarci troppo su, conservavo la tesserina sempre dentro al portafoglio. Poi, un giorno, mi è arrivata la richiesta di donare il mio midollo a un ragazzino di 14 anni, eravamo compatibili. Da mamma, ho provato una sensazione indescrivibile. Il pensiero è andato a quel giovane, ai suoi genitori, e alla possibilità di dare loro una speranza. Dopo aver partecipato a questo progetto mi sono avvicinata anche ad Avis e ora sono una donatrice di plasma».
Per Marco Toppan di Carbonera: «Partecipare al progetto non è stato importante solo per il risultato finale, ma anche e soprattutto per il percorso che abbiamo fatto tutti insieme per arrivarci. Ci siamo divertiti, abbiamo condiviso le nostre sensibilità, ci siamo aperti all’ascolto, al confronto e al dialogo per trovare il modo migliore di trasmettere in un video l’importanza del dono. Personalmente, conserverò di questa esperienza la gioia di aver avuto l’occasione per conoscere persone dalle storie incredibili, che mi hanno insegnato tanto e mi hanno segnato in positivo».
Tutti i 10 partecipanti provenienti dalle province di Treviso, Venezia e Belluno, riuniti nella sede di Avis Regionale del Veneto a Treviso, hanno affrontato un percorso di formazione teorica e laboratori interattivi di video storytelling curati da Matteo Adamoli, docente di pedagogia generale, pedagogia della comunicazione e digital storytelling dello IUSVE e formatore per attività di media education, con la collaborazione del videomaker Gioele Favaretto. Quindi gli “alunni” sono passati al di qua dell’obiettivo, diventando loro stessi gli interpreti più autentici di una serie di brevi video partecipativi, concepiti per descrivere l’importanza dei valori della donazione e dell’altruismo, nonché la ricchezza del mondo del volontariato nel nostro territorio.
Un progetto che segue come filo conduttore l’edizione di “All of me-2022” che coinvolse donatori e riceventi raccogliendo e diffondendo le loro testimonianze. Con l’edizione 2023 si punta al coinvolgimento di un gruppo di “ambasciatori del dono” che hanno deciso di mettersi in gioco, aderendo al percorso teorico sulla comunicazione e il digitale, per poi cimentarsi nella realizzazione pratica del filmato. Alcuni assaggi del backstage sono in pubblicazione sui canali social (Facebook e Instagram) di “All of me. A choral story”: https://www.facebook.com/allofme.achoralstory
Il clou nel mese di luglio, quando tutti i 9 video saranno presentati alla prestigiosa rassegna Lago Film Festival di Revine Lago (TV) che accoglierà con una proiezione il progetto di “All of me. A choral story”. A seguire un evento conclusivo al Tempio del Donatore a Pianezze di Valdobbiadene previsto per l’autunno.
«Desidero ringraziare tutte le associazioni partner che stanno partecipando a questo progetto e tutti i donatori e donatrici, riceventi e volontari, che hanno aderito con entusiasmo e curiosità alla proposta, accettando di confrontarsi sui significati della donazione, mettendo a fattore comune le loro diverse esperienze per arrivare a comunicare una bella storia collettiva di dono, caratterizzata dalla comunanza dei valori e dall’assonanza degli intenti» afferma Vanda Pradal, presidente di Avis Regionale del Veneto, «poiché solo dalla coralità delle esperienze, dei talenti e della generosità, possiamo ricavare il meglio per costruire una comunità più attenta, inclusiva, generosa e rispettosa».