La Pandemia non ferma la Solidarietà

La pandemia non ha fermato la solidarietà

 

Alcune lodevoli iniziative messe in atto da alcune sezioni  che compongono la FIDAS Veneto

  • FIDAS Cordignano ha deciso di devolvere le risorse che avrebbe speso per i festeggiamenti della giornata del donatore, all’ospedale di Vittorio Veneto.
  • A Cervarese-Santa Croce (Padova), la FIDAS locale ha distribuito in occasione della Pasqua 300 dolci pasquali e ramoscelli d’ulivo.
  • I volontari della FIDAS Verona sezione di Vallese si sono recati casa per casa per imbucare nelle cassette postali le mascherine usa e getta distribuite da Regione ed aziende private.
  • l’associazione FIDAS sezione di Buttapietra, ha sostenuto la locale parrocchia donando delle colonne porta gel igienizzante per le mani. La stessa sezione ha devoluto un contributo economico all’associazione S. Vincenzo, che si occupa di acquistare generi alimentari per le famiglie in difficoltà.

Aspettiamo da Voi altre segnalazioni

Tempio Internazionale del Donatore

Il Tempio “luogo del cuore” FAI: Avis, Fidas, Fratres e Aido invitano a votarlo

Ci sono luoghi simbolo che vanno oltre il proprio territorio, carichi di significati che oltrepassano confini e identità locali.

Il Tempio Internazionale del Donatore di Pianezze di Valdobbiadene (TV), in Veneto, da più di 50 anni incarna l’amore per il prossimo e la pace, l’abbraccio tra natura e solidarietà. Incastonato in un luogo incantevole e suggestivo, patrimonio dell’Unesco, è stato inserito dal Fondo Ambiente Italiano (FAI) tra “I luoghi del cuore” da salvaguardare.

Il Tempio è sorto nel 1962 su un luogo martoriato dalla Grande guerra, laddove prima c’era una postazione di cannoni, per ricordare alle generazioni future che il sangue si dona e non si versa.  Meta per decenni di convegni, manifestazioni e della visita di donatori di sangue e organi da tutta Italia e Europa, dal 2017 è chiuso per inagibilità, a causa dei danni causati dal passare del tempo e dalle intemperie.

Un colpo durissimo per i donatori. Avis, Fidas, Fratres e Aido non si sono date per vinte e, per ristrutturarlo e riaprirlo, si sono riunite, costituendo l’ODV(Organizzazione di Volontariato) Tempio Internazionale del Donatore e avviando una raccolta fondi. Ora arriva la grande opportunità dal FAI che, insieme ad Intesa San Paolo, mette in palio dei contributi  per i “I luoghi del cuore” più votati in Italia.

Tutti possiamo votare il Tempio  tramite il sito www.iluoghidelcuore.it o direttamente su bit.ly/tempiodonatore

“Conoscere e valorizzare la propria storia e i propri valori è importante per noi e per chi verrà – dice il presidente di Avis nazionale, Gianpietro Briola – Il Tempio è un momento fondamentale di questa storia, perché è stato costruito sulle pietre di una guerra a ricordare che il sangue si dona e non si versa.”

“Il Tempio ha svolto negli anni la funzione di sensibilizzazione alla donazione del sangue – commenta il presidente di Fidas nazionale, Giovanni Musso – e con Aido anche degli organi  e dei tessuti. L’invito è a  votare questo luogo così prezioso.”

“Pur non  essendo capillarmente presente nel territorio, la Fratres è vicina  con il cuore al Tempio per ciò che esso rappresenta anche per i propri donatori – dichiara il presidente della Fratres nazionale, Vincenzo Manzo – Ci siamo sempre stati, ieri con il dono dell’affresco retrostante l’altare ed i pellegrinaggi, oggi  come cofondatori della nuova ODV per questa ripartenza”.

“Il Tempio è già bello di suo perché rappresenta chi dona parte di sé a beneficio di chi ha bisogno – sottolinea la presidente di Aido nazionale, Flavia Petrin – ora lo è ancora di più perché mette assieme tutte le Associazioni di Volontariato impegnate perché quel dono, di sangue, plasma, organi o tessuti, si compia ogni giorno.”

“L’invito a votare è rivolto a tutti i donatori, alle Associazioni di ogni tipo, ma anche ai cittadini, alle aziende, agli enti, alle parrocchie, alle scuole – conclude il presidente del Tempio, Gino Foffano –  perché salvaguardare la storia e il valore del dono è importante per tutti.

Invitiamo tutti a seguire la pagina facebook ODV Tempio Internazionale del Donatore e il sito www.tempiodonatore.it

Per un contributo l’IBAN del Tempio è IT96 Z030 6962 1561 0000 0006 851

Il ritorno dei giovani alla donazione

I giovani tornano a donare ma l’età media è sempre in crescita

 

Torna a crescere il numero dei donatori di sangue dai 18 ai 25 anni, invertendo una tendenza che li vedeva in calo costante dal 2013. I dati sono stati resi noti dal Centro Nazionale Sangue in occasione della Giornata Mondiale del Donatore di Sangue. 

I donatori totali sono stati 1.683.470, sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno. Tra questi il Cns ha censito 213.422 donatori nella fascia più giovane (18-25 anni), 1,6% in più rispetto all’anno precedente. Un indicatore positivo che però rimane isolato, come dimostrano il calo registrato nelle fasce 26-35 anni (-1,4%) e 36-45 anni (-3,6%) e l’aumento del numero dei donatori di tutte le fasce di età superiori (dai 46 ai 55 +0,5%, dai 56 ai 65 +5,1%). I nuovi donatori sono poco più di 362mila, in calo del 2,3%, e le donne sono 538.386 (il 32% del totale).

Circa il 92% del totale dei donatori del 2019, rilevano i dati del Cns, era iscritto alle associazioni. Aumentano i pazienti trasfusi, che nel 2019 sono stati circa 638mila contro i 630mila dell’anno precedente, mentre le trasfusioni sono state circa 3 milioni, ovvero una ogni 10 secondi.

Resta stabile il numero dei donatori in aferesi: 202mila lo scorso anno, che tuttavia hanno permesso di raccogliere 858.170 chilogrammi di plasma per la produzione di farmaci plasmaderivati, quasi 14mila in più rispetto all’anno precedente. Il dato è pienamente in linea con gli obiettivi del Programma Nazionale Plasma. Per il sangue è stata garantita anche lo scorso anno l’autosufficienza totale, che per i medicinali derivati dal plasma è a livello nazionale mediamente del 70% circa. È proseguito anche nel 2019 il programma di donazione di medicinali plasmaderivati in eccedenza all’estero. Oltre 40 milioni di unità di farmaci sono stati prodotti e inviati dal 2013 ad oggi a paesi come Afghanistan, Armenia, Albania, India e in tempi più recenti anche Palestina ed El Salvador.

Giancarlo Liumbruno, Direttore Generale del Centro Nazionale Sangue ha così commentato la notizia: “Viviamo in una situazione di sostanziale equilibrio, ma in alcune regioni periodicamente è necessario ricorrere al sistema della compensazione. La generosità dei donatori ci permette comunque di far fronte sia alle esigenze ordinarie sia a quelle straordinarie, come avvenuto quest’anno a causa della pandemia di Covid-19. Ad un iniziale calo delle donazioni ha fatto seguito una risposta straordinaria agli appelli, al punto che durante la ‘fase 1’ hanno comunque donato il sangue 411.018 persone“.

Donazione Plasma Iperimmune

DONAZIONE PLASMA  IPERIMMUNE

Come avrete avuto notizia dai mass-media è in corso di approfondimento ed utilizzo la donazione di plasma da ex pazienti malati da Covid-19. 

In questo ultimo periodo si sono registrati infatti degli sviluppi.

Il più importante, tra questi, è che il 15 maggio è stato autorizzato uno studio nazionale comparativo randomizzato per valutare l’efficacia e la sicurezza dell’utilizzo del plasma ottenuto da pazienti convalescenti da Covid-19. Lo studio ha adottato il protocollo TSUNAMI (acronimo di TranSfUsion of coNvaleScent plAsma for the treatment of severe pneuMonIa due to SARS.CoV2) ed è coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità.

Al momento dunque non possediamo ancora certezze sull’efficacia dell’utilizzo del plasma iperimmune nella cura di pazienti affetti da covid-19, ma grazie alla metodologia adottata e all’ampiezza del campione che sarà coinvolto in questo studio, potremo raggiungere risultati statisticamente rilevanti.

Ad oggi partecipano alla ricerca 12 Regioni italiane (Lombardia, Liguria, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Umbria, Marche, Campania, Puglia, Sicilia) con 56 centri (ma lo studio è aperto all’inclusione di altre Regioni o di altri centri che ne facciano specifica richiesta).

Se si è guariti dal coronavirus (si è risultati negativi a due tamponi condotti a distanza di 24 ore, 14 giorni dopo la scomparsa dei sintomi o la sospensione delle cure), è possibile candidarsi per entrare a far parte di uno dei gruppi sperimentali. Si tenga in considerazione che le sperimentazioni non sono condotte dalle singole associazioni di donatori di sangue, le quali possono offrire solamente informazioni per mettersi in contatto con i centri di ricerca partecipanti allo studio nazionale presenti all’interno delle Regioni, lì dove ve ne siano.

Il Direttore del Centro Nazionale Sangue, Giancarlo Maria Liumbruno, ha dichiarato: “Il plasma dei guariti da Covid-19, che già in questi giorni viene raccolto nell’ambito delle sperimentazioni che sono state avviate a livello locale in diverse regioni, è donato volontariamente e gratuitamente e può essere ceduto a ospedali situati in regioni diverse da quelle nelle quali è stato donato.”

Per quanto riguarda la Regione Veneto, coloro che potrebbero essere interessati alla donazione, da indicazioni fornite dalla Regione stessa, riceveranno una lettera personalizzata con le informazioni basilari e le modalità di contatto con i Centri Trasfusionali.

In allegato trovate comunque i recapiti e i riferimenti dei Centri trasfusionali preposti a fornire maggiori informazioni.

 

ELENCO CENTRI TRASFUSIONALI

Rinnovo cariche della FIDAS Nazionale

L’assemblea elettiva FIDAS,  oggi 30 maggio riunitasi in modalità videoconferenza,  ha deciso chi guiderà la Federazione di Associazioni Donatori di Sangue per il quadriennio 2020-2024.

Giovanni Musso neo-eletto Presidente FIDAS Nazionale

Giovanni Musso è il nuovo Presidente Nazionale, che subentra al compianto Presidente, Aldo Ozino Caligaris.

Ad affiancare Musso un Consiglio Direttivo nazionale rinnovato composto da: Mauro Benedetto (AVAS FIDAS Monregalese), Alessandro Biadene (ADS Michelin Cuneo), Silverio Thomas (ACDS – Carnica), Jacopo Pressato (FIDAS Padova), Roberto Flora (AFDS Udine), Massimiliano Bonifacio (FIDAS Verona), Patrizia Baldessin (ADSP Torino), Ines Seletti (FIDAS Parma), Rosita Orlandi (FPDS FIDAS), Pierfrancesco Cogliandro (FIDAS Paola), Gabriella Di Egidio (FIDAS Teramo) ed Enzo Emmanuello (FIDAS Gela).

Le elezioni hanno permesso di rinnovare anche:

  • il Collegio dei Probiviri, per il quale risultano eletti: Paolo Ettorre (FIDAS Basilicata), Saverio Marchet (AFDVS – Feltre), Pasquale Bova (ADVS FIDAS Termini Imerese);
  • l’Organo di controllo: Mangiagli Alfio (ADVS FIDAS Catania).

Vi ringrazio per la fiducia che mi avete espresso – afferma Giovanni Musso, neoeletto Presidente Nazionale FIDAS, rivolgendosi in videoconferenza all’Assemblea elettiva FIDAS – ringrazio tutti i delegati che oggi hanno dato un senso di unità della FIDAS con la loro presenza.
Il cambiamento dovrebbe avvenire gradualmente e non a seguito di un incidente drammatico. La scomparsa del nostro amato Presidente Nazionale, Aldo Ozino Caligaris, è stata per FIDAS, e per me, un grande dramma. Abbiamo perso un uomo insostituibile che ha segnato la storia della FIDAS e del volontariato in Italia, ma intendiamo fare nostra la sua lezione, con serietà e responsabilità.

 

Il Presidente di Fidas Veneto, Fabio Sgarabottolo,  augura un proficuo lavoro al nuovo direttivo  e si congratula  con Massimiliano Bonifacio di  FIDAS Verona per il suo rientro nel direttivo nazionale e Jacopo Pessato di FIDAS PAdova cone new entry.  Congratulazioni anche al Presidente di AFDVS Feltre Sig. Saverio Marchet per la riconferma nel Collegio dei Probiviri.

 

 

 

DIVENTA DONATORE DI SANGUE

Il sangue non si produce in laboratorio ed il fabbisogno annuo in Italia è di oltre 2.400.000 unità di sangue intero e più di 800.000 litri di plasma. L’impossibilità di ottenerlo tramite procedimenti chimici e il suo larghissimo impiego, rendono il sangue un presidio terapeutico prezioso non sempre disponibile.
La maggior parte di noi può donare il sangue e molti, almeno una volta nella vita, potrebbero averne bisogno.

Alcuni tipi di donazione:
• Sangue intero
• Plasma (plasmaferesi)
• Piastrine (piastrinoaferesi)
• Donazione multipla di emocomponenti

Per molti ammalati il sangue e/o suoi componenti è terapia indispensabile per la sopravvivenza, alcuni esempi:
• Globuli rossi, in caso di perdite ematiche ed anemie;
• Piastrine, in caso di malattie emorragiche;
• Plasma, in caso di grosse ustioni, tumori del fegato, carenza dei fattori della coagulazione;
• Plasmaderivati, fattore VIII e IX per emofilia A e B, immunoglobuline e albumina per alcune patologie del fegato e dell’intestino.

La sicurezza delle trasfusioni e il raggiungimento dell’autosufficienza regionale e nazionale di sangue, emocomponenti e farmaci derivati, è l’obiettivo del Servizio Sanitario Nazionale e il maggior impegno delle Associazioni e Federazioni dei donatori.
La donazione da donatori volontari, periodici, responsabili, anonimi, e non retribuiti è la migliore garanzia per la qualità e la sicurezza delle terapie trasfusionali.

Requisiti
Al momento della donazione devono essere nella norma, cioè nei limiti previsti dalla legge:

  • Età compresa tra 18 e 65 anni (la donazione di sangue intero da parte di donatori  periodici  di età superiore ai 65 anni fino a 70  può  essere  consentita  previa valutazione clinica dei principali fattori di rischio età ­correlati).
  • Peso non inferiore a 50 Kg
  • Pressione arteriosa sistolica inferiore o uguale a 180 mm di mercurio
  • Pressione arteriosa diastolica inferiore o uguale a 100 mm di mercurio
  • Frequenza cardiaca regolare, compresa tra 50 e 100 battiti/minuto
  • Emoglobina • minimo 13,5 g/dL nell’uomo, Hb • 12,5 g/dL nella donna; per la donazione di plasma i valori minimi scendono a 12,5  g/dL nell’uomo e 11,5 g/dL nella donna;
  • Buono stato di salute;
  • Non può donare chi ha comportamenti a rischio, tipo: assunzione di sostanze stupefacenti, alcolismo, rapporti sessuali ad alto rischio di trasmissione di malattie infettive, o chi è affetto da infezione da virus HIV/AIDS o portatore di epatite B o C, o chi fa uso di steroidi o ormoni anabolizzanti.

Alcune condizioni patologiche o comportamentali non sono compatibili temporaneamente o definitivamente con la donazione in quanto dannose per il donatore e/o per il ricevente.
Non esistono categorie di persone escluse dalla donazione, ma nella selezione del donatore sono valutati i comportamenti individuali che possono risultare a rischio.

Valutazione per l’idoneità
Si effettua presso un servizio trasfusionale o unità di raccolta e consta di:
• accertamento dell’identità del candidato donatore e compilazione di un questionario;
• colloquio con il medico e valutazione delle condizioni generali di salute;
• acquisizione del consenso informato alla donazione.

Come si dona
Il giorno del prelievo è preferibile presentarsi dopo una leggera colazione a base di frutta fresca o spremute, thè o caffè poco zuccherati. Non si possono mangiare cibi calorici né bere latte.
Prima della donazione si svolge un colloquio con personale medico per accertare che il candidato donatore abbia i requisiti per effettuare la donazione e per stabilire il tipo di donazione più indicata: sangue intero o suoi componenti.
Ulteriori indagini sanitarie accerteranno l’effettiva idoneità della persona a diventare donatore di sangue.
Alla prima donazione vengono effettuati i seguenti controlli immuno-ematologici:
• determinazione ABO, test diretto e indiretto;
• determinazione fenotipo Rh completo;
• ricerca degli anticorpi irregolari anti-eritrocitari:

Ad ogni donazione il donatore viene sottoposto ai seguenti esami:

  • esame emocromocitometrico completo;
  • sierodiagnosi per la Lue (per la sifilide);
  • HIV Ab 1-2 (per l’AIDS);
  • Hbs Ag (per l’epatite B );
  • HCV Ab (per l’epatite C);
  • HCV NAT;
  • Test sierologico per la ricerca combinata di anticorpo anti HIV 1-2 e antigene HIV
  • Anticorpi anti-Treponema Pallidum (TP) con metodo immunometrico 
  • HBV NAT
  • HIV 1 NAT

Alla seconda donazione, se non già confermati, devono essere confermati fenotipo ABO ed Rh completo e l’antigene Kell.

Su ogni successiva donazione devono essere confermati il fenotipo ABO (solo test diretto) ed Rh (D) La ricerca di anticorpi irregolari anti-eritrocitari deve essere ripetuta in presenza di eventi che possono determinare una stimolazione immunologica del/della donatore/donatrice.

Ogni anno il donatore è sottoposto ai seguenti esami:
glicemia, creatininemia, alanin-amino-transferasi, colesterolemia totale e HDL, trigliceridemia, protidemia totale, ferritinemia. 7. L’esame emocromocitometrico e il dosaggio della ferritina sono sistematicamente tenuti in considerazione ai fini della prevenzione della riduzione patologica delle riserve marziali nel donatore e della personalizzazione della donazione

Il prelievo del sangue dura tra i 5 e i 10 minuti ed è del tutto innocuo, in quanto effettuato con materiale sterile e monouso. Per legge, il sangue prelevato oscilla tra i 450 ml. +/- 10%.
I donatori di sangue e di emocomponenti con rapporto di lavoro dipendente, ovvero interessati dalle tipologie contrattuali di cui al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, hanno diritto ad astenersi dal lavoro per l’intera giornata in cui effettuano la donazione, conservando la normale retribuzione per l’intera giornata lavorativa.
La frequenza massima delle donazioni di sangue intero è di quattro volte l’anno (con intervalli minimi di 90 giorni fra una donazione l’altra), ma per le donne in età fertile la frequenza scende a due.
Per altri tipi di donazione l’intervallo tra una donazione e la successiva è sensibilmente inferiore.

Principali criteri di esclusione alla donazione


È necessario tenere presente l’esistenza di alcune  condizioni che possono costituire esclusione, temporanea o permanente, dalla donazione di sangue.

 

CAUSE DI ESCLUSIONE TEMPORANEE O PERMANENTI

 

Due giorni ad Adria

Momenti di allegria e impegno, che hanno piacevolmente e intensamente coinvolto i ragazzi

 

Si è concluso il corso dal titolo  “ZOOM – COMUNICARE IL DONO”

Che ha visto la partecipazione attiva dei giovani donatori della FIDAS Regione Veneto.

Un corso di formazione per i giovani delle Federate aderenti a FIDAS Veneto, evento organizzato dal Coordinamento Giovani FIDAS Veneto, in collaborazione con il Consiglio Esecutivo Regionale. Il corso si è articolato in due momenti:

una giornata preparatoria a maggio e un week end residenziale ad Adria a ottobre.

In entrambe le occasioni ci si è focalizzati sulla comunicazione e sul pubblic speaking, quali aspetti fondamentali nel grande universo della donazione e del volontariato. Comunicazione come capacità fondante di trasmettere l’ideale del dono e dell’aiuto all’altro.

Il corso in questione è parte integrante del più ampio “Progetto Scuole”, nell’ambito del quale si sta cercando di dare nuovo vigore e visibilità alle attività di promozione e informazione nelle scuole del territorio in riferimento al dono del sangue. 

Dare spazio ai giovani con l’obiettivo di valorizzare l’impegno civile dei giovani e la ricchezza della cultura giovanile e  diffondere i valori del volontariato, della cittadinanza attiva e della solidarietà attraverso il coinvolgimento diretto ed attivo degli studenti. Attraverso l’utilizzo di forme di comunicazione si vuole sollecitare i ragazzi ad essere parte di un cambiamento che deve vedere il coinvolgimento di ogni singolo cittadino.   

E’ stata sicuramente un’occasione molto valida per mettersi in gioco sul tema della comunicazione nell’ambito della promozione del dono del sangue, oltre che opportunità di crescita personale e aggregazione tra giovani che condividono la stessa passione per la solidarietà e il volontariato.

In questi giorni FIDAS ha preso vita attraverso gli sguardi e le parole di giovani che nella semplicità dello stare insieme, hanno espresso con forza la voglia e il desiderio di mettersi in gioco nella gratuità di una vita spesa anche per l’altro. Momenti importanti in cui condividere idee e pensieri che sono sfociati alla fine della due giorni ad Adria, in un video dove i giovani presenti si sono raccontati nel loro essere parte attiva della donazione del sangue

Iniziativa che sicuramente ha consentito a questi giovani di sviluppare la propria creatività e di esprimere le proprie idee sulle necessità esistenti e le problematiche nell’ambito della donazione; occasione che consente ai ragazzi di essere coinvolti attivamente e direttamente nella comunità locale e nei bisogni inespressi della gente; opportunità di un coinvolgimento concreto per mettersi alla prova assumendo delle responsabilità e confrontandosi con la realtà circostante.  

Concludiamo il racconto di questa significativa esperienza con le parole di due presenze significative all’interno di FIDAS Veneto.

ROBERTA PAESANTE, presidente FIDAS Polesana:

“La fidas polesana è lieta di ospitare ad Adria i donatori veneti, a distanza di un anno dal meeting nazionale dei giovani Fidas. Si tratta di un momento importante per i giovani per formarsi, ma anche per condividere interessi e problematiche relative al mondo della donazione e del volontariato di oggi.

Oltre al tema centrale di sicuro coinvolgimento per gli scopi associativi, il corso costituisce un’occasione per creare e coltivare relazioni umane fattore determinante per un volontariato che non voglia limitarsi ad un’apatica attività, ma voglia diffondere vitalità per evolversi continuamente.

Dunque, un progetto strutturato per formare i giovani e sviluppare le loro capacità di promuovere la donazione fra i coetanei.” 

ENRICO MAZZA, Coordinatore Giovani FIDAS Regione Veneto:

“Due giornate dedicate a preparare volontari consapevoli e competenti, una grande sfida per le associazioni di volontariato di oggi. Si tratta di un progetto fortemente voluto da Fidas Veneto, un momento strategico di incontro e scambio tra i giovani, per i giovani.” 

 

 

FidasVeneto 2020 01 h80

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