GIORNATA INTERNAZIONALE DEL VOLONTARIATO

Giornata Mondiale del Volontariato:  il GRAZIE del Presidente Nazionale FIDAS

5 DICEMBRE 2020

Si celebra oggi, 05 dicembre, la Giornata Mondiale del Volontariato. Una giornata speciale per noi di FIDAS che mettiamo a disposizione tempo e competenze per poter promuovere il dono del sangue e degli emocomponenti. Per celebrare questa Giornata, il Presidente Nazionale FIDAS, Giovanni Musso, ha voluto scrivere una lettera diretta ad ogni volontario e volontaria di FIDAS.

Caro volontario,
Cara volontaria,

in questa giornata in cui l’intero Pianeta celebra il fondamentale ruolo dei volontari, ci tengo che possa arrivarti il mio Grazie sincero per il tuo impegno nel promuovere la solidarietà. Il tuo ruolo è importante per la crescita della FIDAS: è grazie a chi come te si spende per promuovere il dono, se ogni anno possiamo raggiungere nuovi traguardi, ampliando la famiglia dei donatori di sangue.

Il dono del sangue e degli emocomponenti, in Italia, si fonda sul principio della gratuità, un principio che è anche garanzia di sicurezza e di qualità del dono. Questo elemento, che ci distingue positivamente tra molti altri Paesi, dimostra quanto la generosità possa compiersi con piccoli gesti ma di grande valore. Un braccio teso e pochi minuti rappresentano una promessa di speranza per chi necessita della terapia trasfusionale e per chi necessita di medicinali plasmaderivati.

In questa giornata mi piacerebbe che tu possa sentire tutto l’affetto e la gratitudine di chi ha avuto la necessità di ricevere in dono il frutto del tuo impegno. Abbiamo una responsabilità nei confronti dei 1.800 pazienti che ogni giorno, in Italia, necessitano di terapie trasfusionali. A tutti loro non faremo mancare la creatività che investiremo nel promuovere con forme e strumenti nuovi il dono. Questo mondo che si rinnova, ci richiede infatti di rinnovarci.

A voi tutti il mio augurio di saper cogliere questa sfida e di continuare a fare del nostro meglio per costruire un Sistema Trasfusionale vicino ai donatori e vicino ai pazienti. Grazie ancora e auguri a tutti i volontari!

Giovanni Musso
Presidente nazionale FIDAS

IL TEMPIO DEL DONATORE VERSO LA RIAPERTURA

Il Tempio del Donatore verso la riapertura

di Angelo Valente

 

Chiuso nel mese di dicembre 2017 per inagibilità, a seguito di una perizia statica effettuata dall’ing. Alex Merotto di Farra di Soligo, il Tempio Internazionale del Donatore di Sangue ha visto quest’estate finalmente ripartire i necessari lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza.

Ottimisticamente i lavori di risanamento sarebbero dovuti durare solo pochi mesi, con la sua riapertura ai fedeli ed ai Donatori di Sangue a cui il Tempio è dedicato, prevista al più tardi per Natale 2020, ma, molto probabilmente, a causa della pandemia provocata dal Covid-19, questa riapertura potrà subire un rinvio.

Nato su un’idea di Giovanbattista (Titta) Cecchella, Presidente della locale Sezione Avis di Valdobbiadene, il Tempio venne successivamente edificato con l’ausilio economico anche della FIDAS, seconda grande Associazione Italiana del dono del Sangue, con lo scopo di essere anche dedicato a tutti i Donatori di Sangue del Mondo, per cui l’appellativo “Internazionale”.

La posa della prima pietra ebbe luogo nel 1962, e, la sua edificazione si basava sul progetto e la direzione dei lavori del trevigiano Giuseppe (Bepi) Davanzo noto architetto della metà del secolo scorso, la cui fama e le cui opere avevano varcato anche i confini Nazionali.

Il Tempio fu completato e consacrato nel 1979, e, successivamente, è stato anche arricchito con opere offerte dalla FRATRES (altra Associazione che a livello Nazionale si occupa a vario titolo di attività di Volontariato e di Donazioni di Sangue) con la Pala dipinta dal Maestro Forlivese Carmelo Puzzolo che ne ha notevolmente arricchito l’abside e, poi, ancora con altri ornamenti offerti dall’AIDO (Associazione dedita alla Donazione di Organi), proprio a testimonianza dell’universalità che lega tutti i Donatori..

Il Tempio si presenta con una copertura di tetto a “capanna” sorretto da travature in legno lamellare, e, l’azione di risanamento e ripristino della funzionalità, con la sua rimessa in sicurezza, prevede la sostituzione completa delle travi dei portali anteriore e posteriore della chiesa, che hanno la loro esposizione totalmente all’esterno, oltre alla sostituzione di tutte le altre porzioni delle travi di copertura nella sola zona esposta all’esterno, le quali sono risultate notevolmente logorate dal tempo e dagli agenti atmosferici e che con il loro degrado mettevano a rischio la tenuta dell’intera copertura della chiesa e la sicurezza di chi la frequentava.

Inoltre, per il corretto completamento dei lavori, si prevede anche di intervenire sulle grondaie, sulla copertura in lamiera e sul lucernaio in policarbonato posto suo colmo del tetto, dal quale in certe occasioni di pioggia forte od insistente trapelano gocce d’acqua che cadono in chiesa, ma che, con la tecnologia di cui si disponeva 60 anni fa, non si è riusciti a poter fare di meglio.

La particolarità degli interventi ed il luogo di montagna, hanno, purtroppo, anche influito nel far aumentare i costi dell’intervento, per i quali non si è ancora giunti a raccogliere l’intera somma necessaria per poter completare tutti i lavori, per cui è sempre attivo il conto corrente della Banca Intesa San Paolo IBAN  IT96 Z030 6962 1561 0000 0006 851, con l’invito per quanti si sentono legati a questo luogo ed a ciò che esso rappresenta per tutti i Donatori e non solo, a versare un piccolo contributo per poter così collaborare in maniera concreta e diretta alla sua ristrutturazione e più veloce riapertura.

Il Tempio è stato, altresì, iscritto a partecipare alla campagna del FAI (Fondo Ambiente Italiano) intitolata “I luoghi del Cuore”, che prevede di far ottenere dei contributi per la ristrutturazione e conservazione ad alcuni siti Italiani, meritevoli di particolare attenzione, per i quali è stato previsto di dare un voto, che non costa nulla a chi lo dà, dove, per poterlo esprimere, basta andare sul sito www.iluoghidelcuore.it, e, per i siti più votati può significare molto anche in termini di eventuali finanziamenti, si può votare fino al 15 dicembre 2020.

Lavori al Tempio del Donatore 1

 Tempio I luoghi del cuore

Donazione retribuita o "DONAZIONE"

 

Donazione retribuita e solidarietà: il CIVIS ringrazia il Tg2 e invita i cittadini a donare

2 NOVEMBRE 2020

Nella puntata del Tg2 delle 20:30  è andato in onda il servizio «MESSICO, “IL NOSTRO SANGUE PER SFAMARCI”», un’inchiesta a cura di Gianmarco Sicuro, inviato Rai che ha seguito le orme di Maria, una signora messicana che due volte a settimana attraversa la frontiera tra il Messico e gli Stati Uniti per poter cedere il proprio plasma alle case farmaceutiche in cambio di denaro. «65 dollari ogni 5 donazioni» afferma Maria «ma se salti un appuntamento – prosegue la donna – niente soldi».

Quella che la Rai porta all’attenzione del grande pubblico, attraverso il servizio messo in onda in prima serata, è una situazione purtroppo ben nota alle associazioni e federazioni di donatori di sangue attive in Italia. Questa realtà obbliga anche noi, in Italia, a delle riflessioni: il meccanismo presente negli Stati Uniti, e non solo, basato su un compenso economico, può generare delle ripercussioni sulla qualità del plasma raccolto e di conseguenza sulla salute dei riceventi, ma in generale anche tra la popolazione di donatori e aspiranti donatori. Se infatti il dono non è mosso da principi etici e non si fonda su valori solidaristici – come avviene invece in Italia – il rischio è quello che gli aspiranti donatori possano affrontare la donazione con lo sguardo puntato al compenso economico, perdendo di vista la tutela della salute propria e altrui.

Giovanni Musso, Presidente FIDAS e coordinatore pro tempore di CIVIS, il coordinamento nazionale delle associazioni del dono del sangue che riunisce AVIS, Croce Rossa Italiana, FIDAS e FRATRES, commenta la notizia dichiarando: «Le Associazioni e Federazioni di donatori di sangue attive in Italia ringraziano la Rai e l’inviato Gianmarco Sicuro per aver portato all’attenzione del grande pubblico un tema d’interesse di tutti. Il ruolo dei media nell’aiutare i cittadini a comprendere l’importanza del dono è fondamentale.»

La situazione nel nostro Paese si distingue da quella americana: il dono del plasma, in Italia, risponde ai criteri di gratuità e volontarietà ed è un gesto che il donatore può compiere in totale sicurezza ogni 14 giorni. Grazie al frazionamento del plasma è possibile curare pazienti con gravi malattie al fegato; emofilici; affetti da immunodeficienze primitive o disturbi neurologici; prevenire o curare diverse malattie infettive. Tuttavia le modalità di raccolta del plasma adottate dagli Stati Uniti hanno ripercussioni anche in Italia.

«Cogliamo l’occasione per invitare tutti coloro che sono in buono stato di salute a donare il plasma. – prosegue Giovanni Musso – Il nostro Paese è infatti dipendente dall’estero per l’importazione di medicinali plasmaderivati che in molte occasioni rappresentano un vero e proprio farmaco salva-vita per tanti pazienti. Gli Stati Uniti sono il primo produttore di plasma in aferesi e da soli soddisfano il 71% della richiesta mondiale del plasma. In questa prospettiva risulta evidente quanto sia importante incrementare il numero dei donatori di plasma presenti in Italia al fine di garantire una più alta qualità del plasma raccolto.
Le associazioni e federazioni di donatori si impegnano al fine di ampliare la platea di donatori, ma per andare incontro alle esigenze di questi ultimi è importante anche l’impegno delle Istituzioni, alle quali chiediamo di potenziare il sistema rendendolo più flessibile. Gli orari di apertura dei servizi trasfusionali spesso non tengono conto delle esigenze dei lavoratori, i quali possono avere maggiore comodità in donazioni svolte in orari pomeridiane o nel fine settimana. È necessario, inoltre, assumere nuovi medici trasfusionisti: senza di loro la solidarietà dei cittadini che intendono donare non può tramutarsi in atto pratico
».

Il problema della retribuzione delle donazioni del plasma era giunto sotto i riflettori già negli scorsi giorni quando diverse testate online italiane riportavano un’altra notizia dagli Stati Uniti: alcuni studenti della Brigham-Young University-Idaho, si sarebbero volontariamente esposti al contagio del Covid-19 al fine di potersi recare a donare, o meglio, a vendere, il proprio plasma iperimmune alle industrie farmaceutiche.

È doveroso ricordare, alla luce di questi ultimi avvenimenti, che in Italia il dono del plasma da parte di pazienti Covid-19 convalescenti è ancora in fase di studio. Il sistema trasfusionale italiano è attualmente impegnato nel test clinico nazionale Tsunami e in altri due progetti europei sul plasma iperimmune: Support-E ed Esi (Emergency Support Instrument). Il primo progetto ha come obiettivo la valutazione, basata su evidenze scientifiche, delle terapie a base di plasma da Convalescente COVID-19 e il raggiungimento di una armonizzazione fra tutti gli Stati Membri sull’utilizzo clinico più appropriato. Il progetto Esi prevede invece la disponibilità di fondi europei per supportare la raccolta di plasma da convalescente Covid-19 da parte di Servizi Trasfusionali e Associazioni di donatori.

Covid-19  e donazione

Ci abbiamo lavorato molto e sperato di non arrivare mai  a questa scelta, ma l'aggravarsi  della situazione pandemica non ci lascia alternative.

Di seguito il messaggio del nostro Presidente , Sig. Sgarabottolo Fabio

"Con rammarico, ma responsabilmente  l’evoluzione dei contagi da COVID19, le misure di prevenzione disposte con il recente DPCM ed anche il senso di responsabilità verso tutti coloro i quali avrebbero partecipato all’evento, ci suggeriscono di posticipare l’evento ad un periodo successivo che possa fare sì che la partecipazione sia fonte di soddisfazione per i contenuti che sapremmo comunicare piuttosto che di preoccupazione per gli eventuali rischi connessi.

Spiace il dover fare questa scelta perché, anche grazie al contributo  deli vari esperti che avevano dato la loro adesione, si era riusciti a creare un programma eccellente che sicuramente ci avrebbe permesso di esplorare le soluzioni più efficaci per la promozione del dono del sangue in questo periodo di pandemia.

Vogliamo comunque sperare che la  manifestata disponibilità possa essere confermata in un prossimo futuro quando riproporremo lo svolgimento di questo evento".

 

Aggiornamento quindi e appuntamento  non appena la situazione ci consentirà di riproporre. l'evento.

Rinnovare nella continuità

Lo scorso 26 settembre durante l’annuale assemblea della FIDAS Veneto svoltasi a Limena (PD) hanno avuto luogo le operazioni per il rinnovo delle cariche associative per il prossimo quadriennio 2020/2024.

In precedenza, dopo un accurato lavoro di studio e analisi, l’assemblea straordinaria riunitasi a Dossobuono (VR) il 22 agosto, aveva deliberato l’adeguamento dello statuto e regolamento alle nuove direttive sul terzo settore, così come previsto dal D.Lgs 117/2017.

La recente assemblea, presieduta dal Dott. Zenere Tiziano, già Presidente  della FIDAS Regionale, oltre ai delegati presenti in rappresentanza delle Associazione Provinciali che compongono la Fidas Regionale ha avuto anche il piacere di ospitare il Sig. Roberto Flora, Vice Presidente Nazionale della FIDAS e rappresentante per l’area Nord Est.

L’assemblea ha designato con voto palese all’unanimità l’attuale Presidente Sig. Sgarabottolo Fabio che andrà quindi a proseguire il suo lavoro per il prossimo quadriennio 2020/2024.

Ad affiancare il presidente, è stato designato il Sig. Battistuzzi Diego della Federata di Treviso, mentre per il ruolo di segretario-tesoriere, su proposta del Presidente è stato riconfermato il Sig. Castagna Maurizio.

Il Presidente, Sgarabottolo, nel ringraziare il Sig. Carlo Alberto Venturi per il lavoro fatto in questi anni al suo fianco, ha auspicato che tutti quanti assieme, nei rispettivi ruoli di competenza, ma allo stesso modo in un reciproco lavoro di squadra, la FIDAS ritrovi a pieno titolo il suo ruolo di rappresentanza e di guida per il mondo del volontariato in cui operiamo anche in questo particolare periodo che stiamo affrontando.

Già prossimamente, in collaborazione con la FIDAS di Padova, sarà promosso un convegno specifico attinente alle problematiche della donazione nell’era COVID-19.

Appuntamento quindi a Limena il prossimo 24 ottobre, maggiori informazioni negli articoli a margine.

Donare nel periodo estivo

Prima di partire   Donate……

 

 

Alcuni di noi si stanno preparando per andare in vacanza. Come ogni annale anche quest’anno ricordiamo l’importanza del dono prima della partenza. Con l’estate infatti si registrano sempre dei cali nelle donazioni che possono trasformarsi in vere e proprie emergenze estive.

Quest’anno, prima di andare in vacanza, ci sono alcune indicazioni in più di cui tener conto: la pandemia comporta infatti alcune restrizioni aggiuntive. “Donare responsabilmente” vuol dire anche informarsi in merito a quando sia il momento migliore per donare e se un viaggio possa precluderci dalla donazione per un periodo più o meno lungo. Saperlo con anticipo ci permette infatti di programmare il dono per non far mancare il nostro contributo ai pazienti che ne hanno bisogno.

Andiamo dunque a vedere le linee guida diramate dal Centro Nazionale Sangue per donare in questo periodo.

Se si viaggia in Italia non sono necessarie fasi di sospensione temporanea dal dono, a meno che lo spostamento non riguardi aree per le quali è previsto l’isolamento fiduciario domiciliare.
Se si visitano luoghi per i quali è previsto l’isolamento fiduciario domiciliare, sarà possibile essere ammessi alla donazione solamente dopo la conclusione del predetto periodo di isolamento, nel caso in cui non si presentino sintomi e non si sia entrati in contatto con persone con diagnosi certa o dubbia di infezione da SARS-CoV-2.

Se si viaggia all’estero: è necessario attendere almeno 14 giorni dal rientro in Italia per i soggetti che provengono da Paesi Esteri.
Fanno eccezione alla sospensione: chi ha viaggiato (o in generale proviene) da Paesi dagli Stati membri dell’Unione Europea (Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria), dagli Stati parte dell’accordo di Schengen (Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera), dal Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord, Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano.

Per ulteriori info, visita: Integrazione ed aggiornamento delle misure di prevenzione della trasmissione dell’infezione da nuovo Coronavirus

Tempio Del Donatore: partiti i lavori

21 luglio 2020: partono i primi lavori di restauro al Tempio. Un’emozione grande!

 

Partiti oggi, 21 luglio 2020, i primi lavori di ristrutturazione del Tempio internazionale del donatore. A quasi tre anni dalla chiusura forzata, grazie ai primi fondi raccolti tramite associazioni e privati, può partire il primo stralcio di lavori.

“Un’emozione grande per tutti – commenta il presidente dell’Odv Gino Foffano che ha seguito stamane l’arrivo di gru e attrezzature – perché cominciamo a ridar vita al luogo simbolo del dono. È il primo tassello di un mosaico che ci auguriamo, tra raccolta fondi, raccolta voti Fai e altre iniziative, di completare in tempi brevi”.

Intanto oggi si comincia.

Ricordiamo che il 20 dicembre 2019, presso lo studio dell’architetto Mauro Gugel a Valdobbiadene, si era  riunita una commissione esaminatrice per la valutazione delle offerte pervenute. I componenti della commissione sono stati nominati dai livelli nazionali dalle associazioni socie dell’OdV Tempio, più un componente nominato dall’OdV stessa. Sono l’ing. Marco Fioravante incaricato per Avis nazionale, l’avv. Giovanni Musso per Fidas, l’ing. Daniele Merico per Fratres, la dott.ssa Flavia Petrin per Aido e il geometra Stefano Pontello incaricato da OdV. Erano presenti all’apertura delle buste contenenti le offerte, anche i componenti del Consiglio Direttivo dell’OdV Tempio, a titolo di uditori. Dopo aver esaminato le offerte, è stato deciso a quale ditta affidare i lavori.

“Ditta con la quale si è firmato a fine giugno e che ora parte con i prima lavori – continua Foffano – Tutto è avvenuto e avviene nella massima trasparenza e ve ne rendiamo conto a mano a mano che procediamo”.

La pandemia aveva rallentato l’iter e fatto slittare l’assemblea dell’Odv Tempio da marzo a giugno, ma non l’attività di sensibilizzazione che si è svolta per lo più sui social, tramite il sito www.tempiodonatore.it e la seguitissima pagina Facebook OdV Tempio internazionale del donatore, oltre che tramite i canali informativi e di comunicazione di Avis, Fidas, Fratres e Aido.

La raccolta fondi  ora continuata e continua, perché il restauro possa essere completato.

Per un contributo l’IBAN è IT96 Z030 6962 1561 0000 0006851.

FidasVeneto 2020 01 h80

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