Marcia della Pace - Tempio Internazionale del Donatore

Riflessione sulla pace

Domenica 13 marzo dalle ore 10.30 alle 12 si terrà al Tempio del Donatore di Pianezze (Valdobbiadene) la mobilitazione “Riflessione sulla Pace” promossa da ODV Tempio Internazionale del Donatore per promuovere un momento di condivisione contro ogni forma di violenza, prevaricazione ed esprimere solidarietà alle popolazioni colpite dalla guerra.

La consueta celebrazione della Messa delle ore 11, per l’occasione è spostata alle 12.

Alla marcia potranno partecipare tutte i rappresentanti delle associazioni di volontariato, i volontari e tutti coloro che vorranno presenziare numerosi.

 

I LUOGHI DEL CUORE

Tempio Internazionale del Donatore: dal FAI un aiuto per il restauro

Lo scorso anno si è svolta la 10^ edizione nazionale del censimento “I Luoghi del Cuore“, iniziativa promossa dal FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) finalizzata a censire quei luoghi presenti sul territorio italiano che si pregiano di un valore particolare.
Già in occasione della conferenza stampa di presentazione dei vincitori del censimento, avvenuta lo scorso 25 febbraio, il FAI aveva annunciato come il Tempio Internazionale del donatore di Pianezze di Valdobbiadene (Tv) fosse riuscito a conquistare il 1° posto nella classifica regionale dei luoghi del cuore e il 42° posto nella classifica nazionale.

Conclusa la prima fase del censimento, una commissione multidisciplinare del FAI ha valutato i progetti di restauro o valorizzazione presentati. Tra i progetti che hanno ricevuto maggior apprezzamento (20 luoghi, sparsi in 13 Regioni italiane), compare anche il Tempio Internazionale del donatore, che riceverà circa 12.000 euro per il progetto di restauro presentato.

Il dott. Jacopo Pressato, Consigliere Nazionale FIDAS e Vicepresidente dell’Odv Tempio Internazionale del donatore, ha dichiarato: “Con grande soddisfazione annuncio che il FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) ha stanziato circa 12.000 euro per il restauro del crocifisso del Tempio. L’intervento sostenuto da FAI e Intesa Sanpaolo – richiesto dall’ODV Tempio Internazionale del Donatore – permetterà il restauro dell’importante Crocifisso, con interventi di consolidamento strutturale, pulitura e recupero complessivo. Ringrazio i donatori FIDAS di tutta Italia per aver votato questo luogo e ringrazio anche i donatori delle altre associazioni (Avis, Aido e Fratres) che fanno parte dell’Odv Tempio e che hanno permesso questo importantissimo risultato. Ora, come Consiglio Direttivo dell’Odv Tempio, dobbiamo metterci all’opera per tutti gli adempimenti prescritti.

Sorto nel 1962 su un luogo martoriato dalla Grande guerra, laddove prima c’era una postazione di cannoni, a 1.061 metri di altezza, ai piedi del Monte Cesen, per ricordare alle generazioni future che “il sangue si dona e non si versa”. Per decenni è stato la méta di convegni e della visita di donatori di sangue e non solo provenienti da tutta Europa. Purtroppo nel 2017 il Tempio è stato chiuso per inagibilità, a causa dei danni causati dal passare del tempo e dalle intemperie. Per farlo rinascere, le associazioni di donatori di sangue FIDAS, FRATRES ed AVIS e di donatori di organi AIDO si sono riunite, costituendo nell’aprile del 2019 l’ODV (Organizzazione di Volontariato) Tempio Internazionale del donatore e avviando una raccolta fondi per il suo restauro. I lavori per il restauro sono iniziati la scorsa estate.

Il Tempio Del Donatore premiato dal FAI

FAI: il Tempio è il “luogo del cuore” più votato del Veneto. Nono nella classifica sopra i 600 metri

Il Tempio internazionale del donatore di Pianezze di Valdobbiadene (Tv) è il luogo del cuore più votato del Veneto.

Lo ha annunciato oggi il FAI (Fondo Ambiente Italiano) nella conferenza stampa di presentazione dei vincitori della decima edizione nazionale del censimento “I luoghi del cuore”.

Con 7.419 voti (tra online e cartacei) il simbolo per eccellenza del dono è risultato 42° nella classifica nazionale, 9° in quella dei luoghi sopra i 600 metri e 1° in quella regionale.

Una soddisfazione per un luogo unico al mondo, che da più di 50 anni incarna l’amore per il prossimo e la pace, l’abbraccio tra natura e solidarietà, in un paesaggio incantevole e suggestivo, patrimonio dell’Unesco.

“Una grande soddisfazione – sottolinea il presidente dell’Odv Tempio, Gino Foffano che ha seguito in diretta la conferenza stampa – non solo per noi dell’Odv, ma per tutti i donatori d’Italia. Grazie al Fai e a questo censimento siamo riusciti a dare visibilità e a far conoscere in tutto il Paese questo straordinario simbolo del dono, come dimostrano i voti arrivati numerosi anche da altre regioni”.

Intanto, grazie alla raccolta fondi avviata dall’Odv, il restauro del Tempio, partito a luglio del 2020, prosegue. “Siamo ai lavori di rifinitura e contiamo di riaprirlo nei prossimi mesi, con la speranza di inaugurarlo ufficialmente in estate – conclude Foffano – e la prospettiva di inserirlo in un percorso artistico-storico-turistico”.

 

TESTIMONIANZA  DALLA  PRIMA  LINEA

TESTIMONIANZA  DLLA  PRIMA  LINEA

Noi camici bianchi conosciamo bene la morte, ne conosciamo i contorni e le sensazioni.

La conosciamo attraverso gli sguardi dei familiari ed attraverso le loro mani che si intrecciano come a volersi sorreggere a vicenda.

In un certo senso si può dire che siamo abituati ad accompagnare i nostri pazienti  verso il tramonto della loro vita ma, in fondo, a certi aspetti non ci si abitua mai.

Non ci si abitua ma ci conforta vedere i nostri assistiti accerchiati dai loro cari ed accompagnati per mano verso un sonno che durerà in eterno.

A 26 anni conosco bene la morte e l’ho vista trascinarsi via giovani papà e bambini piccoli.

Eppure, nulla mi ha sconvolta come la morte da infezione polmonare da coronavirus.

Porterò sempre con me il ricordo di tanti pazienti che hanno concluso la loro vita su una rigida barella di pronto soccorso, confortati solo da infermieri stanchi, con la schiena sudata e la faccia coperta e segnata dal filtrante facciale.

Giusto il tempo di una carezza coperta da due paia di guanti, come se quel paziente fosse nostro nonno o nostro padre, per poi correre da chi, forse, una speranza di sopravvivere c’è l’ha ancora.

Sapete che cosa vede un operatore sanitario al di là della sua visiera protettiva?

Vede soltanto gli occhi febbricitanti dei suoi pazienti e quelli arrossati dei suoi colleghi.

Abbiamo dovuto scriverci i nomi sui camici perché, pur vedendoci da sempre per dodici ore al giorno, non ci riconosciamo più. Abbiamo imparato a lavorare sentendo e vedendo poco a causa delle protezioni, a non bere prima del turno perché poi non abbiamo modo di fare la pipì, a fare colazione due volte perché poi dall’area COVID-19 non si esce più fino alla fine del turno.

Mi chiamo Michela e sono un’infermiera in un grande pronto soccorso Veneto e  domenica  27 dicembre 2020 mi sono vaccinata contro il coronavirus.

Lo dovevo ai miei genitori ed a chi, un giorno, vorrà tornare ad abbracciarmi.

Non abbiamo più forze per combattere questo virus.

VACCINATEVI, è il vostro unico dovere nei nostri confronti e l’unica arma che ci ha dato la scienza.

GIORNATA INTERNAZIONALE DEL VOLONTARIATO

Giornata Mondiale del Volontariato:  il GRAZIE del Presidente Nazionale FIDAS

5 DICEMBRE 2020

Si celebra oggi, 05 dicembre, la Giornata Mondiale del Volontariato. Una giornata speciale per noi di FIDAS che mettiamo a disposizione tempo e competenze per poter promuovere il dono del sangue e degli emocomponenti. Per celebrare questa Giornata, il Presidente Nazionale FIDAS, Giovanni Musso, ha voluto scrivere una lettera diretta ad ogni volontario e volontaria di FIDAS.

Caro volontario,
Cara volontaria,

in questa giornata in cui l’intero Pianeta celebra il fondamentale ruolo dei volontari, ci tengo che possa arrivarti il mio Grazie sincero per il tuo impegno nel promuovere la solidarietà. Il tuo ruolo è importante per la crescita della FIDAS: è grazie a chi come te si spende per promuovere il dono, se ogni anno possiamo raggiungere nuovi traguardi, ampliando la famiglia dei donatori di sangue.

Il dono del sangue e degli emocomponenti, in Italia, si fonda sul principio della gratuità, un principio che è anche garanzia di sicurezza e di qualità del dono. Questo elemento, che ci distingue positivamente tra molti altri Paesi, dimostra quanto la generosità possa compiersi con piccoli gesti ma di grande valore. Un braccio teso e pochi minuti rappresentano una promessa di speranza per chi necessita della terapia trasfusionale e per chi necessita di medicinali plasmaderivati.

In questa giornata mi piacerebbe che tu possa sentire tutto l’affetto e la gratitudine di chi ha avuto la necessità di ricevere in dono il frutto del tuo impegno. Abbiamo una responsabilità nei confronti dei 1.800 pazienti che ogni giorno, in Italia, necessitano di terapie trasfusionali. A tutti loro non faremo mancare la creatività che investiremo nel promuovere con forme e strumenti nuovi il dono. Questo mondo che si rinnova, ci richiede infatti di rinnovarci.

A voi tutti il mio augurio di saper cogliere questa sfida e di continuare a fare del nostro meglio per costruire un Sistema Trasfusionale vicino ai donatori e vicino ai pazienti. Grazie ancora e auguri a tutti i volontari!

Giovanni Musso
Presidente nazionale FIDAS

IL TEMPIO DEL DONATORE VERSO LA RIAPERTURA

Il Tempio del Donatore verso la riapertura

di Angelo Valente

 

Chiuso nel mese di dicembre 2017 per inagibilità, a seguito di una perizia statica effettuata dall’ing. Alex Merotto di Farra di Soligo, il Tempio Internazionale del Donatore di Sangue ha visto quest’estate finalmente ripartire i necessari lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza.

Ottimisticamente i lavori di risanamento sarebbero dovuti durare solo pochi mesi, con la sua riapertura ai fedeli ed ai Donatori di Sangue a cui il Tempio è dedicato, prevista al più tardi per Natale 2020, ma, molto probabilmente, a causa della pandemia provocata dal Covid-19, questa riapertura potrà subire un rinvio.

Nato su un’idea di Giovanbattista (Titta) Cecchella, Presidente della locale Sezione Avis di Valdobbiadene, il Tempio venne successivamente edificato con l’ausilio economico anche della FIDAS, seconda grande Associazione Italiana del dono del Sangue, con lo scopo di essere anche dedicato a tutti i Donatori di Sangue del Mondo, per cui l’appellativo “Internazionale”.

La posa della prima pietra ebbe luogo nel 1962, e, la sua edificazione si basava sul progetto e la direzione dei lavori del trevigiano Giuseppe (Bepi) Davanzo noto architetto della metà del secolo scorso, la cui fama e le cui opere avevano varcato anche i confini Nazionali.

Il Tempio fu completato e consacrato nel 1979, e, successivamente, è stato anche arricchito con opere offerte dalla FRATRES (altra Associazione che a livello Nazionale si occupa a vario titolo di attività di Volontariato e di Donazioni di Sangue) con la Pala dipinta dal Maestro Forlivese Carmelo Puzzolo che ne ha notevolmente arricchito l’abside e, poi, ancora con altri ornamenti offerti dall’AIDO (Associazione dedita alla Donazione di Organi), proprio a testimonianza dell’universalità che lega tutti i Donatori..

Il Tempio si presenta con una copertura di tetto a “capanna” sorretto da travature in legno lamellare, e, l’azione di risanamento e ripristino della funzionalità, con la sua rimessa in sicurezza, prevede la sostituzione completa delle travi dei portali anteriore e posteriore della chiesa, che hanno la loro esposizione totalmente all’esterno, oltre alla sostituzione di tutte le altre porzioni delle travi di copertura nella sola zona esposta all’esterno, le quali sono risultate notevolmente logorate dal tempo e dagli agenti atmosferici e che con il loro degrado mettevano a rischio la tenuta dell’intera copertura della chiesa e la sicurezza di chi la frequentava.

Inoltre, per il corretto completamento dei lavori, si prevede anche di intervenire sulle grondaie, sulla copertura in lamiera e sul lucernaio in policarbonato posto suo colmo del tetto, dal quale in certe occasioni di pioggia forte od insistente trapelano gocce d’acqua che cadono in chiesa, ma che, con la tecnologia di cui si disponeva 60 anni fa, non si è riusciti a poter fare di meglio.

La particolarità degli interventi ed il luogo di montagna, hanno, purtroppo, anche influito nel far aumentare i costi dell’intervento, per i quali non si è ancora giunti a raccogliere l’intera somma necessaria per poter completare tutti i lavori, per cui è sempre attivo il conto corrente della Banca Intesa San Paolo IBAN  IT96 Z030 6962 1561 0000 0006 851, con l’invito per quanti si sentono legati a questo luogo ed a ciò che esso rappresenta per tutti i Donatori e non solo, a versare un piccolo contributo per poter così collaborare in maniera concreta e diretta alla sua ristrutturazione e più veloce riapertura.

Il Tempio è stato, altresì, iscritto a partecipare alla campagna del FAI (Fondo Ambiente Italiano) intitolata “I luoghi del Cuore”, che prevede di far ottenere dei contributi per la ristrutturazione e conservazione ad alcuni siti Italiani, meritevoli di particolare attenzione, per i quali è stato previsto di dare un voto, che non costa nulla a chi lo dà, dove, per poterlo esprimere, basta andare sul sito www.iluoghidelcuore.it, e, per i siti più votati può significare molto anche in termini di eventuali finanziamenti, si può votare fino al 15 dicembre 2020.

Lavori al Tempio del Donatore 1

 Tempio I luoghi del cuore

Donazione retribuita o "DONAZIONE"

 

Donazione retribuita e solidarietà: il CIVIS ringrazia il Tg2 e invita i cittadini a donare

2 NOVEMBRE 2020

Nella puntata del Tg2 delle 20:30  è andato in onda il servizio «MESSICO, “IL NOSTRO SANGUE PER SFAMARCI”», un’inchiesta a cura di Gianmarco Sicuro, inviato Rai che ha seguito le orme di Maria, una signora messicana che due volte a settimana attraversa la frontiera tra il Messico e gli Stati Uniti per poter cedere il proprio plasma alle case farmaceutiche in cambio di denaro. «65 dollari ogni 5 donazioni» afferma Maria «ma se salti un appuntamento – prosegue la donna – niente soldi».

Quella che la Rai porta all’attenzione del grande pubblico, attraverso il servizio messo in onda in prima serata, è una situazione purtroppo ben nota alle associazioni e federazioni di donatori di sangue attive in Italia. Questa realtà obbliga anche noi, in Italia, a delle riflessioni: il meccanismo presente negli Stati Uniti, e non solo, basato su un compenso economico, può generare delle ripercussioni sulla qualità del plasma raccolto e di conseguenza sulla salute dei riceventi, ma in generale anche tra la popolazione di donatori e aspiranti donatori. Se infatti il dono non è mosso da principi etici e non si fonda su valori solidaristici – come avviene invece in Italia – il rischio è quello che gli aspiranti donatori possano affrontare la donazione con lo sguardo puntato al compenso economico, perdendo di vista la tutela della salute propria e altrui.

Giovanni Musso, Presidente FIDAS e coordinatore pro tempore di CIVIS, il coordinamento nazionale delle associazioni del dono del sangue che riunisce AVIS, Croce Rossa Italiana, FIDAS e FRATRES, commenta la notizia dichiarando: «Le Associazioni e Federazioni di donatori di sangue attive in Italia ringraziano la Rai e l’inviato Gianmarco Sicuro per aver portato all’attenzione del grande pubblico un tema d’interesse di tutti. Il ruolo dei media nell’aiutare i cittadini a comprendere l’importanza del dono è fondamentale.»

La situazione nel nostro Paese si distingue da quella americana: il dono del plasma, in Italia, risponde ai criteri di gratuità e volontarietà ed è un gesto che il donatore può compiere in totale sicurezza ogni 14 giorni. Grazie al frazionamento del plasma è possibile curare pazienti con gravi malattie al fegato; emofilici; affetti da immunodeficienze primitive o disturbi neurologici; prevenire o curare diverse malattie infettive. Tuttavia le modalità di raccolta del plasma adottate dagli Stati Uniti hanno ripercussioni anche in Italia.

«Cogliamo l’occasione per invitare tutti coloro che sono in buono stato di salute a donare il plasma. – prosegue Giovanni Musso – Il nostro Paese è infatti dipendente dall’estero per l’importazione di medicinali plasmaderivati che in molte occasioni rappresentano un vero e proprio farmaco salva-vita per tanti pazienti. Gli Stati Uniti sono il primo produttore di plasma in aferesi e da soli soddisfano il 71% della richiesta mondiale del plasma. In questa prospettiva risulta evidente quanto sia importante incrementare il numero dei donatori di plasma presenti in Italia al fine di garantire una più alta qualità del plasma raccolto.
Le associazioni e federazioni di donatori si impegnano al fine di ampliare la platea di donatori, ma per andare incontro alle esigenze di questi ultimi è importante anche l’impegno delle Istituzioni, alle quali chiediamo di potenziare il sistema rendendolo più flessibile. Gli orari di apertura dei servizi trasfusionali spesso non tengono conto delle esigenze dei lavoratori, i quali possono avere maggiore comodità in donazioni svolte in orari pomeridiane o nel fine settimana. È necessario, inoltre, assumere nuovi medici trasfusionisti: senza di loro la solidarietà dei cittadini che intendono donare non può tramutarsi in atto pratico
».

Il problema della retribuzione delle donazioni del plasma era giunto sotto i riflettori già negli scorsi giorni quando diverse testate online italiane riportavano un’altra notizia dagli Stati Uniti: alcuni studenti della Brigham-Young University-Idaho, si sarebbero volontariamente esposti al contagio del Covid-19 al fine di potersi recare a donare, o meglio, a vendere, il proprio plasma iperimmune alle industrie farmaceutiche.

È doveroso ricordare, alla luce di questi ultimi avvenimenti, che in Italia il dono del plasma da parte di pazienti Covid-19 convalescenti è ancora in fase di studio. Il sistema trasfusionale italiano è attualmente impegnato nel test clinico nazionale Tsunami e in altri due progetti europei sul plasma iperimmune: Support-E ed Esi (Emergency Support Instrument). Il primo progetto ha come obiettivo la valutazione, basata su evidenze scientifiche, delle terapie a base di plasma da Convalescente COVID-19 e il raggiungimento di una armonizzazione fra tutti gli Stati Membri sull’utilizzo clinico più appropriato. Il progetto Esi prevede invece la disponibilità di fondi europei per supportare la raccolta di plasma da convalescente Covid-19 da parte di Servizi Trasfusionali e Associazioni di donatori.

FidasVeneto 2020 01 h80

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